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Album - Harem

Non credo sia una scelta facile a ventitré anni quella di fare il pianista jazz in una città di provincia come Teramo. Se però si possiede del talento, un padre insegnante di Conservatorio e a sua volta jazzista, un piccolo bagaglio di esperienze accumulate qua e là in giro per la penisola e l'aiuto di musicisti esperti e rodati come il bassista Massimo Moriconi, il trombettista Marco Tamburini e il batterista Massimo Manzi, la scelta apparentemente impossibile può diventare una realtà praticabile. In poche parole è questa la genesi di Harem, primo lavoro per Paolo Di Sabatino, pianista e compositore abruzzese dotato di grande musicalità e grande padronanza della tastiera e del linguaggio jazzistico….Nove titoli composti dallo stesso Di Sabatino che possono e devono essere considerati un punto di partenza per la carriera di un musicista che ha tutte le carte in regola per farsi strada nel panorama jazz italiano…
Antonio Santirocco - "Fare Musica" - Febbraio 1995

Brillante disco di debutto di Paolo Di Sabatino, classe 1970, pianista di Teramo diplomato al Conservatorio di Bari, già partner in concerto di alcuni tra i migliori jazzisti italiani. I tre che lo affiancano qui sono il trombettista Marco Tamburini, il contrabbassista Massimo Moriconi e il batterista Massimo Manzi, tre musicisti di grande sensibilità e di lunga esperienza che hanno dato un contributo importante alla buona riuscita dell'impresa del più giovane collega. Il quale è autore di tutti i nove brani in scaletta, che si richiamano alla lezione, tutt'altro che esaurita, del jazz di derivazione hard bop, interpretato però senza soggezioni ai modelli consolidati.
Salvatore G. Biamonte - "Audio Review" - Febbraio 1995

Ecco un giovane leone del jazz italiano…sicuramente tra i più validi. Per il suo Cd d'esordio ha potuto circondarsi di strumentisti di primissimo livello….Un poker davvero riuscito, giacchè la musica che scaturisce dal gruppo scorre via piacevole e densa di significati, immergendoci in un mondo fatto di immagini sonore decisamente godibili, piuttosto differenziate e delineate alla perfezione. Un'atmosfera consona alla valentia dei singoli, che si sbizzarriscono in assoli costruiti al meglio, nei quali s'incastona perfettamente il panismo di Paolo, ricco di tecnica, di sicuro fiuto jazzistico e di una creatività tutta da scoprire. Sue anche tutte le composizioni presentate….Di Sabatino comincia là dove altri sono arrivati dopo molto tempo:complimenti!!!
Carlo Peroni - "Ritmo" - Dicembre 1994/Gennaio 1995

Album - Foto Rubate

Seconda fatica discografica per il giovane pianista e compositore abruzzese che superbamente affiancato da Massimo Moriconi al basso e Massimo Manzi alla batteria dimostra di sapersi muovere con incisività e raffinatezza dentro quei parametri di ricerca e sonorità alte che ben vengono espressi in temi come Foto Rubate, il pezzo che dà il titolo al CD, Blu Bop, L'albero dei sogni e Raptus. Il lavoro…ben mette in rilievo le capacità stilistiche del pianista, in un fraseggio jazzistico ricco di citazioni e al tempo stesso svincolato da facili scimmiottature di genere.
Luca Gigli - "Diario della settimana - L'Unità" 30 Ottobre 1996

…Sentiti complimenti vanno poi a Paolo Di Sabatino, giovanissimo pianista dal solismo morbido, quasi romantico ma sempre animato da uno swing sottile, oltre che compositore notevole, che con Foto rubate firma un lavoro sorprendente per coerenza e ricchezza di accenti…
Roberto Parmeggiani - "Famiglia cristiana" 26 Febbraio 1997

…Accanto a questi arcinoti…doveroso segnalare un altro Splasc(h), stavolta di un quasi esordiente: è Foto rubate dell'abruzzese Paolo Di Sabatino. E' disinvolto, mai banale, insomma è ormai una bella realtà del jazz italiano…
Gian Mario Maletto - "Sole 24 ore" - 10 Novembre 1996

Teniamocele ben strette al cuore le Foto rubate del Di Sabatino Trio, perché sono alcuni tra i ritratti musicali più belli che ci sia mai capitato di ascoltare fino ad ora…
Davide Ielmini - "La Prealpina" - Varese - 2 Ottobre 1996

Ecco un giovane pianista e compositore di sicuro talento! …A dispetto della suo verde età , Di Sabatino esplora con grande disinvoltura e profondità i meandri ritmici, armonici, melodici del materiale tematico, quasi tutto dovuto alla sua fantasiosa penna, offrendo anche una suggestiva, sospesa rilettura del classico Someday My Prince Will Come…Il suo tocco, probabilmente maturato in contesti "classicheggianti", è morbido, elegantissimo; ma nello stesso tempo è deciso, virile , terreno…Un disco vario, tutt'altro che monocorde, ottimamente articolato…
Stefano Arcangeli - "Musica Jazz" - Febbraio 1997

Album - Dialogo a due

Cresce la discografia legata al duo piano-tromba/flicorno e lo fa con un prodotto pensato e realizzato da due tra le migliori promesse del jazz italiano degli ultimi tempi…Affinità e intesa restano, però, ingredienti indispensabili, in determinati contesti, come questo duo appunto, dove l'assenza della ritmica offre sì nuovi spunti e soluzioni, ma mette a dura prova le qualità dei musicisti. Prova superata a pieni voti…
Enzo Gravante - "Jazz 'n' Blues 'n' Around" - Novembre 1998

…Paolo Di Sabatino, già molto apprezzato di recente per il suo Foto rubate, si è avventurato nel febbraio scorso nel progetto di un disco basato su duetti con un buon trombettista, il ventiquattrenne torinese Fabrizio Bosso, briosamente vivacizzando memorie di standard quali Besame mucho, Mack the Knife e anche Anema e core, oltre a sue composizioni originali, ma anche aggiungendo pagine di piano solo capaci di attirare e trattenere interesse (notevoli in particolare le due su temi di Monk).
Gian Mario Maletto - "Musica Jazz" - Dicembre 1997

Album - Introducing Paolo Di Sabatino

Porta fortuna intitolare un CD in questo modo, specialmente se si è validi pianisti. Ricordate Introducing Brad Meldhau, Warner, 1995? …Fece dire a qualcuno, poco prima dell'Umbria Jazz '97, "questo è il migliore artista invitato", con tutto quello che ne è seguito. Auguro analoga sorte a Paolo Di Sabatino perché è bravissimo. L'incisione è avvenuta al jazzfest di Pomigliano, nel luglio 1997…I brani sono sei, dei quali quattro del leader…E' un ottimo disco (il quarto a nome di Paolo), del quale si parlerà assai…Fra i più importanti ricordi dal vivo che ho di lui c'è il suo primo concerto milanese con Massimo Moriconi e Massimo Manzi, nel 1995: avvenne nel non dimenticato Music Empire e io, nell'ascoltare Di Sabatino (gli altri li conoscevo) feci il classico salto…In altre parole: se da qualche parte vi imbattete in un concerto di Paolo Di Sabatino andate ad ascoltarlo di corsa…
Franco Fayenz - "Soprattutto" - 21 Aprile 2000-12-02

Giovane ma già brillantissimo, Paolo Di Sabatino è pianista estroverso e aitante…abile con le mani e con la testa. Alla guida di un quartetto in cui spicca il trombettista Fabrizio Bosso, Di Sabatino presenta un jazz fatto soprattutto di swing. Da seguire con attenzione.
Roberto Parmeggiani - "Famiglia cristiana" - 14 Novembre 1999

Il titolo del disco non inganni…Il termine introducing deriva forse dal fatto che il disco è pubblicato a Chicago dalla casa che ha sotto contratto il giovane pianista abruzzese e che mira a favorirne una giusta reputazione internazionale. Ma Di Sabatino, prima di questa registrazione dal vivo, già con altre si era segnalato…La musica fluisce in scioltezza, mai facendo lamentare la lunghezza dei brani, spinta com'è dal pianismo complesso, a volte debordante del leader…
Gian Mario Maletto - "Musica Jazz" - Febbraio 2000

Album - Threeo

…il pianista Paolo Di Sabatino…ci offre un prepotente e qualificante saggio delle proprie capacità espressive e creative. Nel ventaglio dei dieci brani del disco si trovano autori famosi…ma anche saggi dello stesso Di Sabatino che dimostra di essere valido esponente della musica jazz, in particolare quando si butta a capofitto in ritmiche boppistiche. Con il sostegno quindi di due "navigati" compagni, il lavoro del nostro pianista risulta facilitato ma lui è bravo a esprimere tutto il suo talento che non tocca solo il bop ma spazia nei territori jazzistici di blues, swing e tango…
Dario Beretta - "Ritmo" - Settembre/Ottobre 2000

…il pianista di Teramo ha saputo ben approfittare della presenza di due blasonati colleghi d'Oltreoceano per realizzare un'incisione che non teme il confronto con un pubblico ben più ampio di quello italiano. Ma, poiché l'ambizione palese è quella di proporre un'opera che ne rappresenti anche la buona maturità, Di Sabatino ha affrontato l'impresa anche dal punto di vista compositivo, firmando la metà dei brani in scaletta. Il risultato è degno di nota…
Ugo Sbisà - "Musica Jazz" - Agosto/Settembre 2001

Album - Cartolina dal Brasile

Il pianista firma tutte le composizioni di "Cartolina dal Brasile", mostrando una qualità di scrittura che fa il paio con le sue doti di strumentista e privilegia la pulizia formale e la precisione esecutiva. L'album, costruito con cura, sfrutta gli interventi solistici di un autentico carioca quale Irio De Paula e le luminose volate di Bosso (soprattutto al flicorno), e fa vivere quella gioiosa contabilità, quella ricchezza ritmica di cui l'organico stesso è portatore, proponendo il vitalismo tipico del più spettacolare latin jazz.
Maurizio Franco - Musica Jazz - Maggio 2002

Certamente il nostro Paolo Di Sabatino dispone di una dote, molto illustre, di innovazione e definizione musicale. E’ un ricercatore e uno sperimentatore dotato di un'intelligenza genialmente eclettica e combinatoria. Le sue composizioni e arrangiamenti presentano suoni vivissimi, caldi , coinvolgenti. The Postcard From Brazil si nutre di un sapiente saccheggio in cui tracce ed elementi differenti si amalgamano alla perfezione con la vitalità degli esecutori che non faticano a sferrare colpi di ottimo jazz. Un lavoro davvero ben riuscito.
Federico Scoppio – Vinile.it – Settembre 2002

Album - Italian Songs

F.Bosso e Paolo di Sabatino, due fra i migliori musicisti italiani in attività... la dettatura del tema e la conseguenza interpretazione degli assoli è quanto mai naturale, fluida, non forzata, emozionante.
Sono assai rari i casi in cui progetti simili a quello di “Italian Songs”, ovvero la rilettura in chiave jazz della canzone popolare italiana, riescono ad evitare banalità e cattivo gusto, considerata la non automatica riconversione della canzone italiana in swing: Fabrizio Bosso e Paolo Di Sabatino ci sono riusciti.
Luciano Vanni – Jazzit – Settembre 2002

Album - Paolo Di Sabatino

…In questi tempi poveri di genialità e freschezza i quattordici brani dell'album regalano una boccata d'aria fresca…
Gianni Lucini - Liberazione - 28 Dicembre 2002

E' sempre un piacere ascoltare Paolo Di Sabatino…ormai una bella realtà del jazz italiano…facendosi apprezzare per la varietà compositiva, la freschezza delle improvvisazioni, la sintesi del proprio universo musicale, che va dal jazz alla tradizione accademica al mondo latino…
Pierpaolo Faggiano - all about jazz - 7 Gennaio 2003

…Di Sabatino sa usare con eleganza ritmi latini e cantabilità mediterranea; soprattutto impagina sapientemente il proprio lavoro, fra brani esuberanti e momenti di raccolto lirismo.
Claudio Sessa - Il Corriere della Sera - 22 Gennaio 2003

…rappresenta l'ennesima mirabile prova di uno dei più convincenti talenti pianistici italiani degli ultimi anni.
Vanna Lovato - Jam - Marzo 2003

…attenzione a non confondere Paolo Di Sabatino con un'opera prima:sono almeno sette le incisioni che hanno preceduto questo splendido disco…composizioni palpitanti,percorse da un fremito ritmico che allontana l'ombra dell'epigonismo hard bop…Si ascolta d'un fiato, e vien voglia d'iniziare da capo alla quattordicesima traccia, e non succede spesso con i dischi di "jazz italiano"…
Guido Festinese - World - Marzo 2003

All'ottavo disco da leader, il trentatreenne pianista tramano firma una prova superba…
Percussioni - aprile 2003

Album - Ostinato

Di Sabatino documenta il suo rodato ARK trio proponendoci un cd per il quale ha composto quasi tutti i brani e che in misura ancor maggiore ha magistralmente arrangiato, naturalmente oltre che dominarvi anche nelle vesti di esecutore…Con quel suo stile pianistico che è per lo più secco, spesso percussivo, ma insieme armonicamente complesso, ricco di sfumature, sempre eloquente, Di Sabatino dà qui una delle sue migliori prestazioni solistiche…
Gian Mario Maletto – Musica Jazz – Febbraio 2006

Paolo Di Sabatino…è capace di creare linee melodiche dall’indirizzo chiaro anche quando il tappeto armonico su cui lavora non è proprio “confortevole”. Nel caso del pianista abruzzese questa dote è spinta ad un livello francamente impressionante…
Stefano Piedimonte – All About Jazz – Gennaio 2006

Ostinato è un album piacevolmente atipico in cui l’elemento della sperimentazione, per una volta, non è sinonimo di incomunicabilità. Merito del talento dei musicisti, certo. Ma anche merito di composizioni studiate per arrivare all’ascoltatore attraverso strade diverse, seppure profondamente intrecciate con quella del jazz.
Massimiliano Cerreto – Jazzitalia – Maggio 2006

Una forte inclinazione per le atmosfere latin, unita al gusto per le melodie cantabili, caratterizzano questo lavoro del teramano Paolo Di Sabatino. Lo testimoniano composizioni come la solare Horizonte o la lirica Scene Nineteen. Il disco mostra numerose belle idee sia di composizione che di arrangiamento, come l’uso mai banale degli archi…
Jazzit – Marzo 2006

Ostinato riflette le idee musicali di Di Sabatino…da Horizonte a A New Reflection, è la calda onda che sommerge l’ascoltatore…al di là delle etichette è evidente il nuovo passo di marcia dei giovani e talentuosi musicisti italiani, in grado oggi di competere con qualsiasi prodotto internazionale.
Ugo Coccia – RAI international online – Febbraio 2006

Anche la presenza degli archi contribuisce a questo intrigante alternarsi di situazioni e atmosfere che compendiano un ascolto a tutto campo, libero e rigoroso allo stesso tempo.
Il giornale della musica – Gennaio 2006